Sono le domande che mi sono state fatte più spesso nei vent'anni abbondanti in cui ho rincorso queste location per Torino.
Se la vostra domanda non c'è, chiedetemela: mi fa sempre piacere sentire chi sta organizzando il viaggio.
Organizzare il tour
Sì, e potete farlo da soli, gratis, con questa guida. Ogni location è indicata con le sue coordinate esatte, così potete percorrere il giro in città in una giornata e fare le location alpine in un altro giorno.
Per qualche anno ho organizzato tour guidati su una Mini d’epoca, ma ho smesso. Invece di lasciare che la ricerca andasse sprecata, ho pubblicato qui l’intera guida.
Mettete in conto una giornata intera con calma, con il tempo per un caffè sotto i portici e un pranzo dalle parti di Piazza San Carlo. Se avete poco tempo, le tappe dalla A alla F sono il cuore di tutto e si fanno in una mattinata lunga.
Le tre location cittadine periferiche e le Alpi richiedono tempo in più e, realisticamente, un’auto.
Non per il percorso principale in città. Tutto, da Piazza Castello al Lingotto, si fa a piedi e in metropolitana.
L’auto — o un taxi — serve per Mirafiori, Corso Giulio Cesare, le location del Parco del Valentino e l’uscita dalle fogne. Per le Alpi l’auto serve senz’altro, insieme a un navigatore.
Per la città, primavera e autunno sono l’ideale. A luglio e agosto a Torino fa davvero caldo, anche se i portici permettono di camminare a lungo all’ombra.
L’inverno ha un vantaggio: il varco fra i tetti dello stabilimento di Mirafiori si vede molto meglio quando gli alberi hanno perso le foglie.
Per le Alpi, i valichi alti sono di norma aperti da giugno a ottobre, quindi quella parte del tour è roba da estate.
Se volete dormire dentro al film, scegliete l’albergo nell’edificio del Lingotto: fa parte della vecchia fabbrica FIAT, con la pista di collaudo sul tetto sopra la testa. Oggi si chiama NH Torino Lingotto Congress. Da lì il Palavela, Via Ventimiglia e la pista sono raggiungibili a piedi.
Se preferite stare in centro storico, qualsiasi sistemazione vicino a Piazza Castello vi mette sulla linea di partenza.
Visitare le location
Sì. La pista è diventata la Pista 500, un giardino pensile disposto lungo il vecchio anello sopraelevato, con installazioni di arte contemporanea in mezzo alle piante. È gestita dalla Pinacoteca Agnelli e ci si arriva attraverso il centro commerciale del Lingotto.
Il biglietto cumulativo per museo e pista si è aggirato di recente sui 12 euro, con riduzioni, e il museo è di norma chiuso il lunedì. Controllate prezzi e orari aggiornati sul sito della Pinacoteca Agnelli.
Per anni si poteva salire per la rampa elicoidale prenotando il ristorante panoramico. Le modalità di accesso sono cambiate con la riapertura del museo, quindi non datelo per scontato senza aver prima verificato.
No. Il Palavela è un impianto sportivo in attività e il tetto non è accessibile. Potete arrivare fin sotto l’edificio e, dato che il tetto è rimasto identico al 1969, la location è ancora riconoscibile all’istante da terra.
Di solito sì. Il cortile di Palazzo Carignano, dove l’oro finisce sulle Mini, è normalmente aperto.
Palazzo Lascaris, dove è parcheggiato il Dormobile, è la sede del Consiglio regionale del Piemonte ed è sorvegliato. Spesso si riesce a entrare chiedendo solo cortile alla porta sulla destra, ma chiedete prima di fotografare.
No, lo stabilimento non è aperto ai visitatori. Quello che si può fare è mettersi sul lato opposto di Via Biscaretti di Ruffia e guardare indietro: il varco fra gli edifici che le Mini hanno saltato si vede chiaramente dalla strada.
Due sono sparite del tutto: il sottopassaggio pedonale davanti a Porta Nuova è stato interrato, e quello in cui si infilano le Mini uscendo da Piazza Vittorio Veneto non esiste più.
Il Palavela è stato ricostruito sotto il suo tetto per le Olimpiadi invernali del 2006, e la fabbrica del Lingotto è oggi un centro commerciale, un cinema, un museo e un albergo. Quasi tutto il resto — i portici, la scalinata della chiesa, la diga, i cortili — è rimasto straordinariamente intatto.
Sul film
Gianni Agnelli, che guidava la FIAT, chiese alla produzione di usare delle FIAT 500 e offrì denaro e Ferrari gratis pure di ottenerlo. La Paramount rifiutò a malincuore: le Mini erano il punto di tutto.
Agnelli aiutò comunque, dando accesso alla città e alla fabbrica FIAT, oltre ad auto e comparse. La BMC, al contrario, non volle fornire Mini gratis, pur non essendosi mai lasciata sfuggire un’occasione per capitalizzare sul film da allora in poi.
Con un gioco di parole. In italiano macchina vuol dire sia automobile sia macchina da presa. Il fixer della produzione disse a proprietari e custodi che la Paramount voleva girare e avrebbe portato tre macchine. Tutti capirono tre macchine da presa. Arrivarono tre Mini.
No. Le Mini entrano nelle fogne a Coventry ed escono a Torino, al ponte sul Sangone in Corso Unione Sovietica. È il gioco di prestigio più elegante del film e non se ne accorge quasi nessuno.
Al Colle del Nivolet, sopra Ceresole Reale, nel Gran Paradiso. Mettetevi in cima e guardate giù verso la strada su cui viaggiava il pullman: al terzo tornante più in basso è dove Big William perde il controllo.
Sì. Durante le riprese al nascondiglio della banda, sulla collina dietro la Gran Madre, un’acrobazia voluta a tutti i costi dal regista — con la sua Rolls-Royce — andò storta sulla ghiaia e un caricatore di pellicola rimase gravemente ferito. Si riprese del tutto, e la scena non fu mai usata.
Rémy Julienne si era rifiutato di eseguire quell’acrobazia e si era opposto con forza.
* State organizzando un viaggio a Torino?
La guida è tutta gratuita e non c'è niente da scaricare. Cominciate dall'inizio del tour e seguitela in ordine.
Se nel frattempo vi innamorate del Piemonte — succede — be', è di quello che parla tutto il resto di questo sito!